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Il nuraghe ALBUCCIU
Al complesso di Albucciu sono pertinenti un nuraghe, un villaggio di capanne circolari ed una tomba dei giganti (tomba Moro), situata a meno di cento metri dal monumento principale. Il nuraghe, punto di riferimento di un'unita' territoriale, generalmente ritenuto anche abitazione fortificata del capo villaggio, si erge addossato ad un'emergenza granitica della quale ingloba ampie porzioni, condizionando la forma complessiva della costruzione.
Dal terrazzo superiore, la vista abbraccia la spettacolare cavea dell'anfiteatro naturale racchiuso fra i monti di San Pantaleo e le alture che gradualmente si elevano dai monti di Luogosanto, fino a culminare, a Sudovest, nel massiccio del Limbara. Il prevalere della massa sugli spazi e l'articolazione degli ambienti danno scrivere l'Albucciu alla categoria dei Nuraghi "a corridoio", ma le coperture tronco-ogivali risentono dell'esperienza della tholos, vale a dire della falsa cupola.
L'ingresso si apre sulla facciata EST, scandita da una serie di mensoloni che, originariamente in numero pił cospicuo, dovevano reggere una balaustra lignea a protezione del terrazzo. Varcata la soglia, si notano alcuni elementi del sistema di chiusura mediante porta lignea, bloccata da una palo alloggiato in due nicchiette contrapposte sulle muranutre laterali. Ci si ritrova, quindi in un andito trapezoidale il cui soffitto vede l'impiego di una falsa cupola interposta fra un tratto di copertura a lastroni pani ed un tratto a gradoni ascendenti, in corrispondenza della scale che porta al piano superiore.
La padronanza nell'uso di tecniche ed espedienti architettonici elaborati, quali quello del finestrino di scarico che alleggerisce il peso della struttura nel punto di maggior debolezza dell'architrave, vale a dire in corrispondenza della luce della porta, e' ben visibile nella camera che si apre alla destra del corridoio e negli ambienti ad essa concatenati. A sinistra, invece, un profondo ripostiglio per la conservazione delle derrate e' parzialmente scavato nella roccia e coperto a lastroni.
L'ambiente pił ampio dell'edificio si sviluppa nel versante sud, con l'accesso da una presumibile scala a pioli calata dal terrazzo in un cortiletto attiguo al suddetto vano. La copertura era ottenuta con l'aggetto graduale delle pareti, che si elevavano ad un'altezza tale da consentire la creazione di un soppalco di legno che scompartiva il vano in due piani. In quello inferiore, una finestra bifora garantiva l'illuminazione e l'aerazione: un sedile in prossimitą del focolare ed un armadietto a muro creano ancora la suggestione del soggiornarvi.
Il piano superiore del nuraghe e' occupato da un ampio terrazzo. Su di esso si articolano cinque ambienti ed un'area subcircolare, dove si dovevano svolgere le principali attivitą della vita quotidiana dell'edificio, a giudicare dalla quantitą di manufatti rinvenuti. Ad un'economia semplice, basata sulla pratica della pastorizia e dell'agricoltura, si ricollegano le forme ceramiche restituite dagli scavi. Per contro, oggetti di bronzo e di rame di importazione, insieme ad altri di fattura locale, hanno offerto testimonianze della presenza della comunitą di Albucciu nei traffici commerciali transmarini durante l'Etą' del Bronzo Recente e del primo Ferro.


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